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Siti di scommesse con ADM licenza 2026: cinquantaquattro volte la stessa domanda

Updated Ottobre 2026
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Giocare per denaro in Italia è una strada a corsia obbligata. Un bookmaker che accetta scommesse da un giocatore italiano senza la concessione dell’ADM sta fuori dalla legge, e chi ci punta sopra resta scoperto: nessun registro che lo fermi, nessuna vigilanza, un dominio che può sparire dietro un avviso di inibizione da un giorno all’altro. La concessione non è un bollino di simpatia, è la condizione che rende il gioco legale in Italia. Ed è l’unica cosa che separa una schedina giocata da una schedina giocata senza rete.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Verificato il 30 Ottobre 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM.

Il titolo si riconosce in due mosse, e la seconda conta più di quanto sembri. Si apre l’elenco dell’Agenzia e si cerca la società; poi si apre il sito del bookmaker e si legge il numero di concessione nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio sul proprio sito italiano. Un numero dichiarato in chiaro, controllabile in trenta secondi.

Quello che l’elenco non dice è la parte interessante. Le concessioni sono per sito, non per azienda: la stessa società può portare più marchi, come Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, bwin e Gioco Digitale. E soprattutto la lista non ha una colonna per i giochi. Un nome autorizzato non significa, da solo, che lì si scommetta: la concessione può coprire poker, casino o bingo in qualunque combinazione. Le carte di calcio, pallavolo e volley sono sul tavolo della concessionaria, non nella sua vetrina.

Indice dei contenuti
  1. Scegliere prima di giocare: le tre domande che contano
  2. Il muro che protegge: limiti, pause, autoesclusione e tutela
  3. La classifica: dieci concessionari, un numero e una riga di condizioni
  4. Concessione ADM: che cos’è, chi la rilascia e cosa copre davvero
  5. Se resti fuori dall’elenco: cosa cambia davvero
  6. Regole ADM: identità, ricariche e chi paga davvero
  7. Il costo reale di un’offerta di benvenuto
  8. Le dieci piattaforme, una per una
  9. Domande frequenti su concessioni ADM e scommesse legali

Scegliere prima di giocare: le tre domande che contano

Chi arriva su questa pagina di solito ha già in mente un’offerta, un’amica che gli ha parlato di un bonus, un’app che gli compare in pubblicità. Il primo passo utile è un altro, ed è una scelta, non una verifica. Tre domande, in quest’ordine.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

La prima: dove metto i soldi. Se il denaro passa da un conto gioco italiano, il percorso ha una protezione che il resto del mercato non ha — un registro che ti blocca su richiesta, un’Agenzia che sorveglia, custodie normative su come vengono presentati i bonus. Se passa da un .com con licenza straniera, quel percorso non ha niente di tutto ciò, e la scelta ha un prezzo.

La seconda: quanti strumenti di controllo voglio avere davanti. L’Italia è uno dei pochi mercati in cui il limite di deposito non è una gentile concessione del bookmaker ma un passaggio della registrazione. Chi ha un rapporto sano col gioco non ci fa caso; chi non ce l’ha lo nota alla prima settimana pesante.

La terza: quanto vale il bonus che mi sta attirando. Il benvenuto è l’esca con cui si apre la partita, ma i soldi si fanno e si perdono dopo, sulle quote e sui requisiti. Mettere l’ordine giusto tra queste tre domande è la differenza tra una scelta e una reazione.

Il muro che protegge: limiti, pause, autoesclusione e tutela

Ogni mercato regolato ha una cassetta degli attrezzi per chi perde il controllo. Quella italiana è più rigida di quanto la maggior parte dei giocatori immagini, e vale la pena conoscerla prima di averne bisogno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) elenca quello che ogni concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Leggendo l’elenco con calma si capisce l’impostazione: l’ADM non si fida del buon senso del giocatore nel momento peggiore, quindi gli mette davanti i freni prima.

Cosa si sceglie al momento della registrazione

Il limite di deposito è la prima decisione di un conto nuovo, e non è scritta da nessuna parte in cifre fisse. Il giocatore sceglie un tetto settimanale o mensile, e ogni bookmaker lo chiede nel proprio modulo. Admiralbet, nei suoi termini, va oltre: in registrazione richiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. E aggiunge una clausola che vale più di tutte le promesse sul gioco responsabile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. È l’unico tipo di freno che non si toglie nell’euforia del momento — e l’euforia del momento, va detto, è esattamente la condizione che l’ADM sta cercando di intercettare.

Un tetto massimo di puntata fissato per legge non risulta. Gli strumenti che vincolano sono l’autolimite del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca un numero di legge da citare al bookmaker sta cercando una cosa che non esiste; chi vuole un freno lo costruisce da sé, in quel modulo, e deve farlo una volta sola.

Il registro che blocca tutti, non solo il bookmaker di casa

L’autoesclusione è il pezzo forte, e la sua architettura sorprende chi non la conosce. Non è un’opzione del singolo bookmaker, è un registro nazionale: il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Un giocatore che ci entra non può depositare, giocare o aprire un conto presso alcun operatore con concessione ADM; può però prelevare il saldo prelevabile. Il blocco è trasversale per costruzione, ed è per questo che funziona.

Le forme non sono una sola. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con il blocco di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi vuole solo uscire dal tavolo verde ma continuare a seguire il campionato ha una strada; chi vuole sparire dal gioco ha l’altra. Non è un dettaglio tecnico: è la variabile che decide se uno strumento viene usato o aggirato.

Quanto dura, e cosa costa revocarlo

Sulla durata c’è una regola recente che merita attenzione, perché cambia le carte rispetto al passato. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. I termini di Admiralbet riportavano in precedenza periodi di 30, 60 o 90 giorni, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia: dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi.

Il dettaglio che sfugge è nella parola «revoca». Chi sceglie il tempo indeterminato si dà una finestra di nove mesi prima di poter tornare, e nove mesi sono un anno di gioco — abbastanza per cambiare idea sul gioco stesso, non solo sulla serata storta. Chi sceglie 270 giorni si dà una data, e una data è più facile da rispettare di un proposito. Il costo di questa scelta, in entrambi i casi, è l’impossibilità di revocare prima: nessuna telefonata al servizio clienti, nessuna eccezione per una partita importante. È il tipo di rigidità che sembra eccessiva finché non è proprio quella che serve.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. E per chi ha bisogno di parlare con qualcuno, il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è indicato anche tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 per i residenti in Italia — due numeri quasi identici, lo stesso servizio, e vale la pena scriverseli una volta per tutte.

Cosa NON ti protegge, e perché è la scelta più costosa

C’è un punto che nessuna pagina promozionale scriverà mai: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoesclusosi che apre un conto su un .com con licenza straniera non viene fermato da nessuno, perché nessuno lo sa. La rete di protezione italiana finisce esattamente dove finisce la giurisdizione, e non un metro più in là. Chi scommette fuori da quella rete non ha solo un rischio legale: ha perso lo strumento che aveva scelto per proteggersi.

La classifica: dieci concessionari, un numero e una riga di condizioni

Otto dei dieci marchi qui sotto sono nomi che in Italia si vedono ovunque: Goldbet, Betfair, Lottomatica, AdmiralBet, BetFlag, SNAI, Eurobet, Sisal. Due sono meno battuti — NetWin e William Hill — e vale la pena guardarli con la stessa attenzione degli altri, perché il confronto non è una passerella. L’ordine è quello che segue, e non è una graduatoria di bontà: è l’ordine in cui li abbiamo letti.

Prima di guardare le caselle, la chiave di lettura. Ogni riga ha due colonne che contano davvero. La prima è il numero di concessione e la società che lo porta: è l’unica cosa che si verifica su un registro pubblico, e si verifica in un minuto. La seconda è quello che i termini del bookmaker dicono sull’argomento di questa pagina: limiti, strumenti di controllo, requisiti sui bonus. Le colonne che di solito riempiono le tabelle di confronto — quote, margini, numero di mercati — non ci sono, e non per pigrizia. Le quote di un mercato valgono per quell’evento e per quel momento, e chi le stampa in una pagina web le sta già sbagliando quando il lettore arriva.

I numeri di concessione sono la parte noiosa e la più utile: Goldbet 16009, Betfair 16028, Lottomatica 16010, AdmiralBet 16048, BetFlag 16008, SNAI 16032, Eurobet 16012, Sisal 16020, NetWin 16035, William Hill 16044. Nove di questi dieci marchi dichiarano anche una società diversa dal nome che vedi sull’app. Non è una truffa, è la normalità del settore: accanto a Goldbet e Lottomatica, nei registri, compare Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La verifica si fa sul nome vero, non su quello che leggi in pubblicità.

Marchio Numero di concessione e concessionaria Cosa dicono i termini dell’operatore sull’argomento
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), proprio sito .it Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l., proprio sito .it Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), proprio sito .it Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, quote e risultati in tempo reale
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l., proprio sito .it In registrazione richiede limiti di ricarica, spesa e tempo, giornalieri, settimanali e mensili
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a., proprio sito .it Apertura del conto con identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica
SNAI n. 16032, Snaitech Spa, proprio sito .it Singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, goal, tiri in porta, cartellini, rigori
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, proprio sito .it Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a., proprio sito .it Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a., proprio sito .it Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc, proprio sito .it Benvenuto Sport con bonus di verifica dopo l’invio dei documenti, importo massimo di bonus utilizzabile 100 € a scommessa

Che cosa dice questa tabella, letta da vicino? Che la concessione non differenzia quanto si vorrebbe: è un requisito, non un vantaggio competitivo, e chi la presenta come un fiore all’occhiello sta vendendo conformità. Quello che differenzia è la riga successiva — quanto il singolo operatore fa per contenere chi gioca. Su quel terreno AdmiralBet gioca in attacco e gli altri, per quello che si legge, molto meno. Ed è la colonna che un giocatore dovrebbe guardare per prima, non l’ultima.

Un’ultima nota di metodo, perché è la trappola in cui cadono le pagine come questa: l’assenza dall’elenco dell’ADM non implica l’illegalità. Un marchio che non compare tra i dieci non è per ciò stesso senza concessione, e l’elenco dell’Agenzia non è completo della lista dei concessionari esistenti. Chi verifica, verifica sul registro, non sul confronto.

Concessione ADM: che cos’è, chi la rilascia e cosa copre davvero

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM. L’Agenzia — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio comune continua a essere chiamata AAMS — pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e quello è lo strumento con cui si verifica un operatore.

Non è una licenza nel senso in cui la intendono i mercati anglofoni. Le concessioni in Italia si assegnano con gara pubblica, non a sportello, e questo cambia il numero delle porte d’ingresso: non ne esistono centinaia. Il D.Lgs. 41/2024 le incornicia. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La cifra spiega perché il club dei concessionari è piccolo: sette milioni per nove anni non sono un biglietto che si compra per curiosità, e chi li spende ha tutto l’interesse a restare dentro le regole — il che, dal punto di vista del giocatore, è l’unico argomento a favore del sistema delle concessioni che regge alla prova dei fatti.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e una stessa azienda può portarne diversi. Un nome sull’elenco, però, non dice quali giochi siano coperti dalla concessione, e il tipo di gioco offerto lo mostra il sito dell’operatore. La lista non ha una colonna per i giochi. Chi la usa come se l’avesse si illude di aver verificato qualcosa che non ha verificato; la verifica completa è a due passi — registro più sito del bookmaker.

Il marchio che non è il concessionario

C’è una sorpresa ricorrente per chi apre i termini del conto per la prima volta. Il concessionario raramente porta il nome del marchio. bwin fa capo a Eurobet Italia S.r.l., Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, e Betsson e StarCasino ad Azzurri Limited. Il marchio è il vestito; la società è la carta d’identità, e nei registri compare la seconda. Chi cerca un numero di concessione sul nome dell’app può non trovarlo, concluderne chissà cosa e sbagliarsi due volte. Si cerca la società, poi si controlla il numero.

Il modo in cui questa doppiezza si presenta al giocatore è semplice: un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. AdmiralBet indica chiaramente nei propri termini la titolarità della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM per il gioco a distanza. È la forma standard, e vale come modello per tutti: numero di concessione, nome della concessionaria, indirizzo del sito autorizzato. Se in fondo ai termini non c’è nulla di tutto questo, la domanda da farsi non è «dove l’hanno nascosto», ma «perché non c’è».

Perché il sito italiano è la prova, non un dettaglio

Un concessionario autorizzato al gioco a distanza opera su un sito con dominio .it, quello legato alla sua concessione. Non è folklore tecnico: è il modo in cui un giocatore capisce se sta giocando su un canale autorizzato o su un canale parallelo. Il nome, la grafica e la lingua di un .com possono essere identici al gemello italiano; la concessione no. Un dominio .com con licenza straniera non ha alcun titolo per raccogliere giocate da un giocatore che si trova in Italia, e i termini del servizio di quel sito — limiti, pause, strumenti di controllo — non sono quelli che l’ADM impone ai propri concessionari.

C’è di più. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La rete di protezione non è solo di divieti: è anche di binari, e i binari si possono chiudere. Un operatore senza concessione può trovarsi un giorno con il dominio inibito e i pagamenti che non passano, e in quel momento la domanda non è più «quanto valeva il bonus», ma «come recupero quello che c’è sul conto».

La vigilanza non è un timbro: è una pratica quotidiana

Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, all’art. 22, affida all’ADM — d’intesa con la Guardia di Finanza e Sogei — la tenuta di due liste: quella dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Il meccanismo che segue è quello che interessa al giocatore: i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, il blocco agisce a livello DNS e l’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. È una corsa che non finisce, e chi legge questi numeri capisce perché l’elenco ufficiale non sia mai un archivio definitivo.

Il palinsesto non è un listino libero

Un dettaglio che sfugge anche ai giocatori esperti: l’offerta di eventi e tipi di giocata non è decisa dal bookmaker. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM; una scommessa può essere accettata solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. La conseguenza pratica è che l’ampiezza dell’offerta non è un merito dell’operatore: è il perimetro della sua approvazione. Quali sport e tipi di giocata contenga il palinsesto di un singolo concessionario non è dato sapere dall’esterno, ed è una delle ragioni per cui le pagine di confronto sbagliano quando contano i mercati come se fossero una virtù d’impresa.

Il quadro si completa con due cose che il regolamento prevede e di cui si parla poco. Le scommesse su eventi simulati — l’art. 2, lett. v) definisce i «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati mediante animazione o mediante un evento reale preregistrato — sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno la sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose distinte: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lett. a) dell’art. 6, comma 1, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Che un marchio online tratti i totalizzatori dell’ippica nazionale non è dato sapere.

Poi c’è il betting exchange, che in Italia ha una sua fisionomia legislativa. È ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è il primo a portarlo in Italia con la concessione n. 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere.

Sempre sul perimetro, due caselle restano vuote e conviene dirlo: se il palinsesto di un concessionario comprenda gli esports non è dato sapere, e un provvedimento dirigenziale dell’ADM su scommesse e minori esiste e richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto.

Se resti fuori dall’elenco: cosa cambia davvero

L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la parte che riguarda il giocatore non è una nota a piè di pagina.

Sul piano pubblicistico, l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce il doppio elenco di cui sopra e il sistema di inibizioni. Sul piano penale, la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 è il riferimento che l’ADM stessa richiama in un comunicato del 28 febbraio 2024: prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e lo stesso comunicato precisa che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È l’ADM a dirlo, non una pagina di allarme. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un singolo giocatore non sono noti.

Quello che un giocatore perde fuori dall’elenco si può elencare senza aggettivi: nessun RUA, quindi nessun blocco che lo fermi quando decide di fermarsi; nessuna vigilanza dell’ADM sul tavolo su cui gioca; nessun obbligo di strumenti di autolimite in capo all’operatore; nessuna sede legale italiana davanti a cui far valere un credito. Un concessionario ADM, in cambio di un margine che gli compete comunque, mette sul tavolo quattro cose concrete: il registro, la vigilanza, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com con licenza straniera non ne mette nessuna, e in più si espone all’oscuramento DNS e, per come l’ADM stessa descrive la norma, a un rischio di sanzione penale per il giocatore.

La pubblicità è vietata, il bonus no

C’è una confusione che merita di essere sciolta, perché riguarda metà delle domande che un principiante si fa. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore: l’ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024, e il testo vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo», incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Il «bonus di benvenuto» resta un istituto legittimo, e nessun tetto statale né sul suo importo né sul requisito di giocata è noto: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. La conseguenza è che chi vuole confrontare due benvenuti deve leggere due contratti, non due annunci — e i due contratti, come si vede più sotto, non si somigliano.

Sul fronte sanzionatorio la situazione è fluida, e conviene conoscerla. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Una proposta di modifica al bilancio 2026, di iniziativa di Forza Italia, puntava a rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chiunque vi dica che «il divieto è stato abolito» vi sta raccontando una cosa che, allo stato, non è vera.

Regole ADM: identità, ricariche e chi paga davvero

Aprire un conto di gioco in Italia non è una formalità. Servono identificazione piena, età minima di 18 anni e, nella pratica, un documento. Gli operatori offrono la registrazione classica con copia del documento e quella con SPID; Goldbet ammette anche la CIE, attraverso un fornitore SPID abilitato. Un dettaglio sui tempi: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti fino al giorno in cui scopri di averli superati.

I metodi di identificazione non sono tutti uguali, e la differenza si misura in minuti. Le procedure di apertura conto di BetFlag, per esempio, rimandano alla registrazione con SPID e con CIE accanto a quella classica. Il conto di gioco di AdmiralBet si apre con la registrazione tradizionale, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La seconda strada elimina l’attesa della verifica manuale e, per chi ha fretta, è la differenza tra giocare stasera e giocare dopodomani.

Sui binari di pagamento il quadro è meno esotico di quanto la pubblicità suggerisca. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche», i tabaccai e le ricevitorie iscritti in un registro dell’ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, previa identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già fornito al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una forma di ricarica pensata per chi non vuole far passare denaro dal conto corrente, e il tetto settimanale la dice lunga su quanto il legislatore si fidi della formula. Le carte, Poste Pay e le altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in tabaccheria come Sisal Pay e Mooney sono i binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sui crypto presso i concessionari ADM la questione è aperta, e nessuna norma che indichi binari approvati è nota.

Chi paga l’imposta, e perché non è il giocatore

Vale la pena mettere in chiaro un meccanismo che quasi nessuno conosce, perché tocca il portafoglio in modo invisibile. Sulle scommesse sportive a quota fissa è l’operatore a pagare l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, in precedenza ferme al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Sul giocatore l’effetto è questo: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», incassate al netto, senza nulla da dichiarare. È una ricostruzione riferita dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Tutto diverso per le vincite incassate da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, la posizione va intesa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». Chi sceglie un .com per un bonus più alto farebbe bene a mettere nel conto anche questo: un adempimento in più, con numeri che nessuno gli ha detto.

Il costo reale di un’offerta di benvenuto

Un centinaio di euro, tre sere a settimana, e la sensazione di stare sfruttando un’occasione. Mettiamo che il giocatore depositi 100 €, li giochi una volta su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro, e che questo sia il suo turno settimanale: la somma impegnata nella settimana è 100 €. Non è una quota di un evento reale, è un esempio.

Che cosa trattiene quel mercato. Il payout share è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa lo 0,95; il margine del bookmaker è 1 meno il payout share, quindi circa il 5 % di ogni unità puntata su quel mercato. Su 100 € di giro d’affari l’operatore si tiene in media circa 5 €.

Un giro solo, però, è un caso troppo comodo per essere realistico. Un limite di deposito settimanale di 100 € viene rispettato da chi ricarica di settimana in settimana e rigioca il saldo più volte dentro la settimana: sono dieci giri, non uno. Il costo medio atteso, in quel caso, è nell’ordine del 50 % del deposito settimanale. Su un deposito mensile da 400 €, giocato allo stesso modo con dieci giri per settimana, la banda sta tra circa 200 € e 260 € di costo medio atteso nel mese. Il risultato non è un esito garantito per nessun singolo giocatore, né una previsione su una sera: è una stima media su molte giocate, sotto l’ipotesi che tutto il deposito venga rigiocato dieci volte su un mercato a due esiti con margine del 5 %. Va detto com’è: se quei giri si dividono tra partite con margini molto diversi, il conto si sposta, e la banda è una banda proprio per questo.

È il numero che rende ridicola la parola «vantaggio». Un bookmaker che pubblicizza il cinque per cento di trattenuta non lo sta confessando: sta contando sul fatto che il giocatore pensi in depositi e non in giri d’affari. Il margine non è un’imposta una tantum, è un pedaggio che si paga a ogni passaggio.

Vale anche la pena distinguere il caso in cui in mezzo c’è un bonus, perché è lì che i requisiti mordono. Il requisito di giocata non è una formalità burocratica: è il numero che decide quanto si deve girare prima che il bonus diventi prelevabile, e su questo terreno le offerte non si somigliano affatto. Il tetto di 100 € per scommessa sull’utilizzo dei bonus, fissato per le scommesse sportive nei termini di William Hill, è il tipo di regola che sfugge a chi legge solo l’importo del benvenuto: chi gioca tagli grandi deve spalmare il bonus su più giocate, e chi ha fretta tende a fare l’errore opposto. William Hill precisa anche che i bonus non sono subito prelevabili, ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Per i lettori con poco margine di errore vale la lettura al contrario: un benvenuto da 50 € richiede, nella forma tipica, un giro d’affari che va letto nei termini, e il conto del margine qui sopra è lo stesso pedaggio, solo su un numero più grande. Non esiste un benvenuto che renda conveniente giocare di più; esistono benvenuti che rendono meno costoso il primo periodo. Un giocatore che si avvicina per la prima volta a questo mercato farebbe bene a scegliere il bookmaker in base a quelle regole, non all’importo in copertina.

Le dieci piattaforme, una per una

Dieci marchi, dieci storie diverse dello stesso mestiere. L’ordine che segue è quello di lettura, non una graduatoria, e le concessioni sopra ogni paragrafo dicono già la prima cosa che conta: tutti e dieci hanno un titolo verificabile sul registro dell’ADM.

Goldbet: la schedina multi-sport e il conto sulle spalle di un grande concessionario

Goldbet opera con il proprio sito italiano sotto la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — la sigla GBO Italy. Il fatto interessante della sua scheda è la distribuzione dei tipi di giocata: l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi, su tutti i campionati di calcio e su altri sport. È una griglia completa, del tipo che piace a chi costruisce la giocata invece di subirla. Chi scarica l’app e si registra può ricevere il bonus di benvenuto.

Lo stesso concessionario porta anche Lottomatica, e questo dovrebbe far riflettere sulla natura del mercato italiano. Due piattaforme concorrenti con la stessa concessione fanno capire quanto la barriera all’ingresso sia alta e quanto, di conseguenza, la scelta del giocatore sia una scelta tra vestiti e non tra proprietari.

Giudizio: se cerchi la griglia di giocata più ampia tra le cinque tipologie classiche e non ti interessa il bonus più aggressivo del mercato, il punto di partenza è qui. Il fatto che la concessione sia condivisa con Lottomatica non cambia niente nella tua esperienza e molto nella tua lettura del settore.

Betfair: l’unico exchange del gruppo, e la sua puntata minima

Betfair Italia S.r.l., concessione n. 16028, sito Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il marchio è anche il primo a portare in Italia il betting exchange, con regole italiane proprie: la documentazione riporta una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e secondo la stampa di settore del 2024 il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.

Il punto, però, è un altro, ed è un punto di scelta. L’exchange è un gioco separato per legge, con una logica diversa da quella del bookmaker: il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a mettere i due in contatto in modo anonimo. Chi cerca il solo prodotto scommessa con il bookmaker non guadagna nulla da questa architettura; chi vuole un ruolo attivo nel prezzo la trova qui e difficilmente altrove, perché quali marchi gestiscano oggi un exchange non è dato sapere.

Giudizio: la puntata minima da 2 € è la barriera d’ingresso dell’exchange, e per il giocatore da tagli piccoli è la cosa da sapere prima di aprire il conto. Chi punta a fare il prezzo invece di riceverlo ha qui la sua opzione italiana; chi vuole semplicemente una multipla la trova su qualunque altro dei nove.

Lottomatica: il palinsesto più televisivo dei dieci

Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16010. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. In un mercato dove il live è ormai la metà del gioco, la combinazione tra quote in tempo reale e diretta gratuita è la specificità vera della piattaforma, più della copertura dei campionati.

Quella combinazione ha un effetto che vale la pena dire chiaro: la diretta abbassa la frizione della scommessa live, perché non obbliga a passare da un altro schermo o da un altro fornitore. Il rovescio è che la scommessa live è anche quella su cui il margine è meno trasparente: il prezzo si muove mentre la partita corre, e confrontare due operatori sullo stesso evento in diretta è molto più difficile che in pre-match.

Giudizio: per chi guarda le partite e vuole giocare sulla partita, la diretta integrata è l’argomento decisivo della scheda. Per chi costruisce le giocate in silenzio, la mattina prima, la piattaforma non offre niente in più dei concorrenti — e questo è già una risposta.

AdmiralBet: la concessione in chiaro e i limiti che non si alzano in un pomeriggio

Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048, sito AdmiralBet. È uno dei due marchi della lista con fatti specifici sull’argomento di questa pagina, e la sua particolarità si legge nei termini del conto di gioco: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni.

Il fatto che colpisce non è la presenza dei limiti — li richiede la legge — ma il passaggio che li rende vincolanti: i sette giorni di attesa per un aumento. In un mercato dove quasi tutte le «tutele» si possono disattivare con una spunta, questa è una tutela che costa. E l’autoesclusione segue la stessa logica: le condizioni del marchio prevedevano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo almeno nove mesi.

L’apertura del conto è descritta nei termini in modo quasi didattico: si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Ed è uno dei pochi a scrivere nero su bianco il proprio titolo: concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, servizio fornito tramite il proprio sito.

Giudizio: se la tua idea di tutela è un freno che non si allenta a caldo, questo è il profilo su cui il marchio si distingue dagli altri nove. Chi non ha mai avuto problemi a controllarsi troverà i sette giorni di attesa un fastidio, e ha ragione anche lui — purché lo sappia prima e non dopo aver alzato il limite di fretta.

BetFlag: l’identificazione come primo servizio

Betflag S.p.a., concessione n. 16008, sito BetFlag. La scheda è costruita su un solo elemento, ma ben scelto: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Vale la pena leggerla per quello che è: una piattaforma che mette l’identificazione digitale al centro della propria apertura conto sta vendendo velocità, non caratteristiche del prodotto. È un argomento più forte di quanto sembri in un mercato dove trenta giorni di conto non validato congelano i prelievi, e dove l’SPID di livello 2 che importa i dati automaticamente vale la differenza tra una serata e un’altra.

Giudizio: su prelievi e velocità di apertura conta più il metodo di identificazione del numero di mercati, e BetFlag è tra i pochi a mettere la questione in vetrina. Chi non ha SPID o CIE troverà la strada classica più lenta e dovrà gestire i tempi di validazione; chi li ha attivi si trova il conto pronto mentre gli altri aspettano il controllo del documento.

SNAI: il cash out come strumento, non come ornamento

Snaitech Spa, concessione n. 16032, sito SNAI. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il cash out merita una riga di spiegazione, perché è il tipo di funzione che viene venduta come libertà e va letta come prezzo. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare la valutazione che il bookmaker dà in quel momento alla probabilità residua: il valore incassato non è quello che la giocata avrebbe reso, è quello che l’operatore è disposto a pagare per non correre il rischio. Su questo non c’è un numero disponibile nei nostri dati, e conviene diffidare di chi ne cita uno senza dire per quale partita e quale minuto. Il cash out serve a chi vuole gestire il rischio, non a chi vuole massimizzare il ritorno, e chi lo usa per «salvare» una multipla già compromessa di solito paga più di quanto incassi.

Il resto della scheda è costruito per il giocatore che vuole mercati granulari — tiri in porta, cartellini, rigori — e non solo l’esito finale.

Giudizio: la profondità dei mercati sui dettagli della partita è il vero argomento del marchio, e il cash out è la funzione che rende quella profondità gestibile dentro la partita invece che dopo. Chi gioca solo l’1X2 non ha motivo di sceglierlo rispetto agli altri.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012, sito Eurobet. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

È una scheda che dice molto su come funziona il palinsesto approvato dall’ADM: gli eventi non sportivi entrano nel programma solo se previsti e autorizzati, e la loro presenza è segno di un operatore che ha scelto di allargare il perimetro invece di approfondire il calcio. Per un certo tipo di giocatore — quello che segue un torneo di scacchi o un reality — è una differenza che nessun altro dei nove offre con questa ampiezza. Per il giocatore da Serie A, invece, la voce non cambia nulla.

Attenzione a un equivoco frequente: la stessa concessione copre anche Bwin e Gioco Digitale, ma questo non rende i tre marchi intercambiabili né le loro offerte identiche.

Giudizio: la diversificazione oltre lo sport è l’unica ragione per preferirlo a un concorrente sul terreno della scelta, ed è una ragione reale per una nicchia. Chi cerca il calcio con i mercati più profondi troverà altrove più sostanza.

Sisal: la scala dell’offerta, dalla diretta ai mercati di dettaglio

Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020, sito Sisal. Per dimensioni, è la scheda più densa delle dieci: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

La struttura del prodotto è quella di un operatore che copre tutto. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il conto gioco si può raggiungere anche con Touch ID, e le scommesse si piazzano da mobile.

Il numero degli eventi live è quello che colpisce di più, ed è anche quello che va letto con cautela: quindicimila eventi live non significano quindicimila partite di cartello, significano che il live è la parte centrale dell’offerta e che la profondità si concentra lì. Per chi scommette seguendo la diretta, è la piattaforma che garantisce di trovare sempre qualcosa su cui giocare.

Giudizio: la scala dell’offerta è l’argomento, e regge. Chi apre un conto per giocare tre partite a settimana troverà la stessa sostanza altrove senza perdere nulla; chi vive di live la domenica pomeriggio parte da qui.

NetWin: il benvenuto con le condizioni scritte in chiaro

Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035, sito NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La scheda è interessante non per l’importo, che è modesto, ma per la sua architettura: conto verificato prima, deposito minimo dichiarato, tetto esplicito.

Un bonus del 100 % su un deposito fino a 50 € è il tipo di offerta che un giocatore esperto guarda e archivia: il tetto basso la rende poco rilevante in valore assoluto, e il requisito che il conto sia verificato la rende poco interessante per chi vuole aggirare l’identificazione. Ma per chi si avvicina per la prima volta, è un formato onesto: si sa in anticipo quanto si mette e quanto si prende, senza asterischi nascosti in fondo alla pagina.

Giudizio: il tetto di 50 € è ciò che definisce l’offerta e anche il suo limite, e le due cose vanno lette insieme. Chi cerca un benvenuto sostanzioso troverà il formato poco generoso; chi vuole un primo deposito con l’importo stampato in chiaro ha qui esattamente quello che legge.

William Hill: il benvenuto legato all’identità digitale

William Hill Malta Plc, concessione n. 16044, sito William Hill. È il secondo marchio con fatti specifici sull’argomento di questa pagina, e la sua offerta è costruita su un’unica idea: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

L’architettura è una scelta editoriale del bookmaker più che una promozione. Chi ha SPID prende il doppio, e lo prende subito; chi non lo ha aspetta e prende la metà. Sul tetto d’uso dei bonus la regola è universale e va letta attentamente: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un giocatore che riceve un bonus e lo mette tutto su una giocata da 150 € scopre a proprie spese che la parte eccedente non si comporta come credeva.

Giudizio: la politica di identificazione remunerata è la cosa più caratteristica del profilo, e dice in una riga come il marchio intende la propria clientela. Chi ha SPID attivo incassa il doppio senza fare nulla di diverso; chi non lo ha pagato la metà del benvenuto per non aver fatto una pratica che gli servirebbe comunque.

Domande frequenti su concessioni ADM e scommesse legali

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM e si cerca la società, non il marchio. Poi si apre il sito dell’operatore e si legge il numero di concessione e il nome della concessionaria nei termini del conto di gioco: è il controllo incrociato che chiude la verifica in un paio di minuti.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è assegnata per sito, e ogni riga dell’elenco dell’ADM è legata a un dominio italiano. Il .it è la prova materiale del canale autorizzato: un .com con licenza straniera può avere lo stesso nome e la stessa grafica, ma non ha alcun titolo per raccogliere giocate da chi si trova in Italia.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro nazionale che dal 2018 blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. L’iscrizione impedisce depositi, giocate e nuovi conti presso i concessionari ADM; il saldo prelevabile resta disponibile. Si può chiedere per tutti i concessionari, per uno solo o per una categoria di gioco.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Un tetto settimanale o mensile che il giocatore sceglie in registrazione, con abbassamenti immediati e aumenti soggetti a un’attesa di sette giorni. Alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera. Un tetto massimo di puntata fissato per legge non risulta.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessun accesso al registro RUA, quindi nessuno strumento che fermi davvero chi vuole smettere; nessuna vigilanza dell’ADM; nessun obbligo di autolimiti in capo all’operatore; e per il giocatore l’esposizione all’ammenda e all’arresto fino a tre mesi che la Legge 401/1989 prevede, come l’ADM stessa richiama. Aggiungiamo l’oscuramento DNS e i pagamenti che possono bloccarsi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore, e la stampa di settore riferisce che le vincite arrivano al netto senza dichiarazione da parte del giocatore. Per le vincite da siti non autorizzati o esteri l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi, da dichiarare; sul proprio caso conviene consultare un commercialista.

Creato dalla redazione di «Registroconcessioni».

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